<%@LANGUAGE="JAVASCRIPT" CODEPAGE="1252"%> Funzionamento del CSM
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IL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
Attribuzioni
Composizione
La posizione costituzionale
Attività paranormativa
I Consigli Giudiziari

L'ACCESSO ALLA MAGISTRATURA ORDINARIA

Il concorso
La nomina diretta
LA CARRIERA DEI MAGISTRATI ORDINARI
Le valutazioni di professionalità
Il passaggio di funzioni
I DIRIGENTI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
La temporaneità degli incarichi direttivi
L'ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DI PROCURA
L'organizzazione degli uffici di Procura
LA FORMAZIONE DEI MAGISTRATI
L’attività svolta dal Consiglio Superiore della Magistratura
La Scuola Superiore della Magistratura
LA RESPONSABILITA' DISCIPLINARE DEL MAGISTRATO
Gli illeciti disciplinari
Le sanzioni disciplinari
Il procedimento disciplinare
LA RESPONSABILITA' CIVILE DEL MAGISTRATO
LA RESPONSABILITA' PENALE DEL MAGISTRATO
L'ATTIVITA' SVOLTA DAL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Prima dell’istituzione della Scuola Superiore della Magistratura (di cui si dirà al paragrafo seguente) e ancora oggi sino all’effettiva sua entrata in funzione, la formazione è stata
organizzata dal Consiglio superiore della magistratura, con l’ausilio del Comitato Scientifico - struttura prevista dall’art. 29 del Regolamento - organo collegiale formato da 16 componenti
(dodici magistrati e quattro professori universitari in materie giuridiche) nominati dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Invero il Consiglio, quale organo garante dell’autonomia e dell’indipendenza di tutti gli appartenenti all’Ordine giudiziario, ha realizzato un’offerta formativa volta alla cura costante della capacità tecnica e della sensibilità per l’etica professionale sia dei giudici sia dei pubblici ministeri, rappresentando le stesse le condizioni necessarie per garantire un esercizio della giurisdizione in termini di reale autonomia ed indipendenza.
Gli interventi formativi svolti negli ultimi anni, sia nell'ambito della formazione iniziale che in quella permanente, sono stati rivolti non solo ad approfondire lo studio degli istituti processuali, ma anche a valorizzare e promuovere un impegno più intenso del giudice nella direzione del processo, nello studio preventivo dei fascicoli, nella effettuazione del tentativo di conciliazione e nella valorizzazione del principio del contraddittorio, stimolando i magistrati alla acquisizione delle prassi organizzative ed interpretative virtuose, all'interno dei rispettivi uffici.
Tra le più sollecite istituzioni nell'introdurre il diritto europeo nella programmazione annuale, il Consiglio è stato, inoltre, tra i promotori della Rete europea di formazione giudiziaria (EJTN), nella convinzione che alla creazione di uno spazio giuridico europeo le magistrature debbono sapere concorrere, anche dotandosi di momenti di raccordo e di collaborazione.
Il CSM dall’anno 2000 ha attivato sul territorio nazionale una rete di formatori decentrati. In ogni distretto di Corte d’Appello è stato istituito un ufficio dei referenti per la formazione decentrata, composto da magistrati scelti dal Consiglio, che operano in contatto con il Comitato scientifico e la stessa struttura consiliare. La formazione decentrata rientra invero, a pieno titolo, nell’ambito dell’offerta formativa complessivamente erogata dall’Organo di autogoverno.
Infine, va evidenziato che, sul piano metodologico, il CSM si è avvalso di nuovi moduli formativi; oggetto di una specifica previsione programmatica è stata, infatti, la formazione a
distanza (e-learning), che si basa essenzialmente su forum di discussione telematici, coordinati da esperti.