loghino Commissioni 2011-2012
loghino Consiglieri
loghino Consiliature precedenti
loghino Organico uffici giudiziari
loghino Organico mag. ordinaria
loghino Organico mag. onoraria
loghino Regolamento interno
loghino Pareri
loghino Discorsi
loghino Quaderni
loghino Circolari
 
Il Prof. Virginio Rognoni, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ha inviato la seguente lettera al Procuratore della Repubblica di Palermo, dott. Pietro GRASSO:
Roma, 25 settembre 2003
Signor Procuratore,

La situazione dell’ufficio della Procura di Palermo, in particolare della DDA, il suo assetto, il quadro complessivo e d’insieme del delicatissimo lavoro che i magistrati individualmente e collegialmente vi devono compiere, la recente predisposizione del programma organizzativo chiamano giustamente in causa il Consiglio Superiore della Magistratura.
I problemi ci sono – numerosi – e possono essere diversamente affrontati a seconda delle diverse valutazioni che si hanno e delle diverse angolature in cui ci si pone.
Nessuno può trascurare le difficoltà. Un ufficio non è un insieme solo di regole, è un “vissuto” di grande forza ma anche di grande fragilità; per esaltarne la forza e allontanarsi da ogni fragilità che lo possa ferire, occorre discernimento e massima attenzione.
Il Consiglio Superiore lo sa bene e proprio per questo non può e non vuole tirarsi indietro. Ci sono percorsi istituzionali che devono essere rispettati, non per astratto formalismo, ma perché sono garanzia di risultati e soluzioni proficui; l’intervento del C.S.M. da più parti sollecitato – da ultimo anche con una richiesta di audizione - era, dunque, ed è nella naturale agenda delle cose doverose da fare.
Le forme e i modi di questo intervento, che terranno sicuramente conto dell’urgenza di provvedere, dovranno essere persuasivi per tutti.
La Procura di Palermo deve essere unita e compatta anche nella fiducia che deve avere nel C.S.M. che è l’organo del suo autogoverno.
Il contrasto e la lotta alla criminalità mafiosa sono una priorità assoluta; essi richiedono di conservare, come valore e risorsa preziosissimi, l’unità degli intenti, la complementarietà del lavoro di ciascuno e di tutti; la consapevolezza di una responsabilità di servizio che è dovuta ai cittadini.
La prego, signor Procuratore, di partecipare queste mie riflessioni a tutti i magistrati del suo ufficio.”

Virginio Rognoni