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COMUNICATO DEL PROF. AVV. VIRGINIO ROGNONI
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

A fronte delle recenti polemiche suscitate dalla diffusione di conversazioni telefoniche intercettate e delle prese di posizione che si sono registrate al riguardo, sia da parte di esponenti istituzionali, sia sulla stampa, non mancherò - anche tenendo conto dell’invito espressamente rivoltomi dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con il quale sono stato in contatto – di investire nelle dovute forme il Consiglio Superiore della Magistratura affinché, nell’ambito delle sue competenze e alla luce delle esperienze applicative, affronti il problema dei criteri di ammissibilità delle intercettazioni e dei limiti alla divulgazione del loro contenuto.

In questa delicata materia è naturale che occorra rinnovare sempre ogni sforzo per cercare i giusti punti e il più corretto bilanciamento tra le esigenze delle indagini, il diritto di difesa della persone coinvolte, il diritto alla riservatezza dei terzi e le indiscusse prerogative parlamentari.

Non mi pare, infatti, giusto che tutte le volte che sulla stampa vanno dichiarazioni o passi o stralci di conversazione, oggetto di intercettazioni telefoniche, si rovesci subito sulla magistratura l’indice accusatore. Il quadro normativo deve essere chiaro e chiara e trasparente la sua gestione.

E’ giusta la richiesta di ogni chiarezza ma è giusto anche stare ai fatti senza pregiudizi di sorta. Sotto questo profilo ritengo che proprio senza pregiudizi debba esser letta la tempestiva e netta risposta del Procuratore della Repubblica di Milano alla richiesta di chiarimenti e alla smentita che egli fa che il suo ufficio si sia comportato fuori dalle regole.

2 agosto 2005