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MANCINO DIFENDE NAPOLITANO:

NESSUNA INTERFERENZA CON IL PARLAMENTO

 

ROMA – Il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,  Senatore Avvocato Nicola Mancino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Dieci mesi di attività hanno suggerito al C.S.M. di fare il punto della condizione della Giustizia in Italia. L’occasione è stata utile perché i lavori si sono svolti sotto la Presidenza del Capo dello Stato.

“Non vedo le ragioni della polemica occasionata dalla lettera che il senatore Napolitano ha indirizzato ai Presidenti di Camera e Senato per sottolineare le urgenze che in un clima di serena concordia gli sono state rappresentate dal C.S.M. e che sono in discussione in uno dei due rami del Parlamento.

“Sottolineare questioni non significa interferire sull’autonomia del Parlamento.

“Sono in discussione temi non secondari: come si accede in magistratura; come si sviluppa la carriera; come si transita da una funzione all’altra; il limite di età per assumere funzioni direttive.

“Tutto questo nel quadro dell’autonomia e dell’indipendenza del giudice, costituzionalmente garantite.

“Anche il funzionamento del C.S.M., organo di autogoverno, è importante: sostituire con dirigenti amministrativi i magistrati addetti all’ufficio studi e al supporto tecnico delle commissioni non è praticabile.

“Vien voglia di ribadire che le legislature non possono eludere il tema della riforma del processo e del diritto sostanziale.

“I tempi del processo non si accorciano guardando solo alla riforma dell’ordinamento giudiziario che pure è importante: andare oltre significa dare risposte convincenti al cittadino ed anche all’Europa, sempre pronta, giustamente, a rimproverarci perchè i nostri processi sono lunghi e, anche per questo, onerosi non poco per lo Stato italiano”.

 

         Roma, 14 giugno 2007