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FERMO RICHIAMO DI MANCINO ALLA RISERVATEZZA SUI LAVORI DEL CSM

ROMA – In apertura della seduta odierna dell’Assemblea plenaria, il Vice Presidente del  Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino ha richiamato i componenti al “dovere  del riserbo su tutti gli atti del Consiglio e dei suoi Organi che, finché non sono ancora pubblici, devono rimanere riservati”.
         Il richiamo ha preso lo spunto dalla pubblicazione su alcuni organi di stampa di verbali di audizioni della Prima commissione sui quali era stata disposta la secretazione, nonché di bozze di documenti ancora non ufficiali e neppure depositati presso la stessa Prima commissione, e quindi del tutto privi di valore. “Abbiamo – ha detto il Vice Presidente Mancino – una responsabilità peculiare, legata alla natura dell’organo di cui facciamo parte,  che  è di rilievo costituzionale e non a caso è presieduto dal Capo dello Stato. Siamo noi per primi a doverci attenere a comportamenti e giudizi che devono rimanere riservati, fino a quando le pratiche non hanno ancora una loro definizione”.
         Le considerazioni svolte dal Vice Presidente Mancino sono state condivise dal Presidente della Prima commissione, dott. Antonio Patrono e dai componenti, togati e laici, del Consiglio intervenuti numerosi in un breve dibattito che si è aperto nel plenum.

Roma, 6 dicembre 2007