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Indirizzo di saluto del Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, prof. Virginio Rognoni
 

Nei giorni 20 e 21 maggio in Roma, presso la sede del Consiglio superiore della magistratura, si è tenuta l’Assemblea generale istitutiva della Rete dei Consigli di giustizia d’Europa.

Il progetto originario della Rete si deve all’iniziativa dei Consigli della Magistratura belga ed Olandese e del Servizio delle Corti irlandesi, che hanno inteso promuovere la cooperazione anche nell’ambito delle competenze proprie degli organismi di autogoverno delle magistrature, nel quadro del piano di azione delineato dal Consiglio europeo di Tampere.

Le conclusioni del Consiglio di Tampere hanno indicato come priorità dell’Unione europea la creazione di uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. In quest’ambito occorre maggiore compatibilità e convergenza degli ordinamenti giuridici degli Stati membri, coinvolgendo nel processo di integrazione tutte le istituzioni che si occupano dell’amministrazione della giustizia e che vedono nell’indipendenza della funzione giudiziaria la loro stessa ragion d’essere.

Al progetto di istituzione della Rete hanno aderito tutti i Consigli della Magistratura europei ( Belgio, Danimarca, Spagna, Francia, Italia, Olanda, Portogallo, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria,Svezia ) ed i Courts Services irlandese e del Regno Unito. Tutti i membri non dotati di consiglio della giustizia autonomo dal potere esecutivo (Germania, Grecia, Lussemburgo, Austria, Finlandia, Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Romania) hanno partecipato in qualità di osservatori.

Il Consiglio superiore della magistratura italiana ha condiviso sin da subito gli obiettivi del progetto, che affida alla Rete lo scambio, la comparazione, la diffusione di esperienze fra le istituzioni autonome responsabili del sostegno al potere giudiziario; ha anzi svolto un’attività di impulso particolare, attraverso la partecipazione al comitato direttivo provvisorio e l’organizzazione dell’assemblea dei giorni 20 e 21 maggio, durante la quale è stata approvata e sottoscritta la Carta costitutiva.

La piena adesione all’iniziativa di cooperazione muove dalla consapevolezza che occorra prendere parte ai rapidi mutamenti dello scenario europeo, anche per seguire in diretta l’evoluzione degli ordinamenti e per evitare il rischio di assumere, come modello per riforme interne, istituti superati nella cultura e nell’ordinamento di origine.